Figure Chogokin di Bandai Tamashii Nations
Scoprite la nostra selezione di figure Chogokin di Bandai Tamashii Nations, una storica famiglia di robot e mecha da collezione nata nel 1974 con Mazinger Z. Combinando metallo die-cast, materiali plastici e ingegneria meccanica, le linee Chogokin, Soul of Chogokin e DX Chogokin riproducono trasformazioni, combinazioni e funzioni caratteristiche di numerose licenze come Goldorak, Mazinger Z, Macross, Voltes V e molte altre.
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Chogokin: una storia iniziata con Mazinger Z nel 1974
La storia di Chogokin inizia in Giappone nel 1974 con il lancio di un giocattolo di Mazinger Z da parte di Popy, società che all’epoca apparteneva al gruppo Bandai. Il successo di questo robot in metallo contribuì rapidamente a rendere Chogokin uno dei nomi più emblematici del giocattolo giapponese.
Il termine giapponese Chōgōkin significa approssimativamente “super lega” e fa diretto riferimento al metallo immaginario di cui è costituito Mazinger Z nel suo universo. Per tradurre questa idea in un giocattolo, Popy utilizzò metallo pressofuso, conferendo al robot un peso e una sensazione meccanica insoliti per l’epoca.
Il concetto riscosse rapidamente successo e venne applicato a numerosi altri robot e personaggi. Cinquant’anni dopo, Bandai Tamashii Nations continua a sviluppare Chogokin secondo lo stesso principio: combinare metallo, ingegneria meccanica e funzioni caratteristiche del personaggio rappresentato.
Che cos’è una figura Chogokin?
Una Chogokin è una figure o un giocattolo da collezione la cui costruzione utilizza metallo die-cast, generalmente abbinato a diversi materiali plastici.
Il metallo conferisce soprattutto peso, rigidità e una sensazione meccanica durante la manipolazione. Tuttavia, rappresenta soltanto una parte del concetto. Trasformazioni, combinazioni, articolazioni, meccanismi di lancio, armi e altre funzioni caratteristiche del robot rivestono un ruolo altrettanto importante.
A seconda della licenza, una Chogokin può quindi essere un robot articolato relativamente semplice, una macchina composta da più veicoli, un mecha completamente trasformabile oppure un modello dotato di funzioni luminose e sonore.
La linea cerca quindi non soltanto di riprodurre l’aspetto del personaggio, ma anche di ricrearne il funzionamento.
Quali materiali vengono utilizzati per le Chogokin?
Le Chogokin non sono realizzate interamente in metallo.
I modelli moderni combinano generalmente metallo pressofuso a base di zinco, ABS e, a seconda della referenza, PVC, POM, PE o altre materie plastiche.
Il metallo viene utilizzato soprattutto nei punti in cui il suo peso o la sua rigidità offrono un reale vantaggio: strutture interne, gambe, busto, articolazioni o determinate parti meccaniche. Le plastiche consentono invece di ridurre il peso degli elementi mobili, realizzare forme più complesse ed evitare sollecitazioni eccessive sui meccanismi.
Questa combinazione è particolarmente importante nei robot trasformabili o combinabili. Una costruzione interamente in metallo risulterebbe spesso troppo pesante per mantenere una buona mobilità e potrebbe sottoporre alcune articolazioni a uno sforzo eccessivo.
Una Chogokin non va quindi valutata unicamente in base alla quantità di metallo utilizzata. Il modo in cui questo metallo è integrato nella struttura è altrettanto importante.
Le Chogokin hanno una scala comune?
No. Chogokin non è una linea a scala fissa.
Le dimensioni dipendono dal personaggio, dalle sue proporzioni e soprattutto dalle funzioni che Bandai intende riprodurre.
Alcuni modelli misurano circa quindici centimetri, mentre le Soul of Chogokin combinabili di maggiori dimensioni possono superare ampiamente i 20 o 30 cm. Le DX Chogokin possono essere ancora più imponenti.
Alcune referenze indicano esplicitamente una scala, in particolare nell’universo di Macross, ma questa non è comune all’intera linea.
Trasformazioni e combinazioni: il cuore del concetto Chogokin
I meccanismi fanno parte dell’identità di Chogokin fin dagli anni Settanta.
Quando un robot si trasforma o si combina nell’opera originale, Bandai cerca generalmente di riprodurre la stessa funzione sotto forma di giocattolo. Goldrake può quindi agganciarsi al suo Spazer, Voltes V è composto da più veicoli che si uniscono per formare il robot, mentre le Valkyrie di Macross possono passare da una configurazione all’altra.
A seconda dei vincoli tecnici, alcune trasformazioni vengono realizzate direttamente utilizzando le varie parti del modello. Altre ricorrono invece a elementi intercambiabili per preservare proporzioni o un aspetto più fedeli.
La manipolazione di questi meccanismi fa quindi pienamente parte dell’esperienza Chogokin: questi prodotti non sono progettati soltanto per rimanere immobili in una vetrina.
Qual è la differenza tra Chogokin e Soul of Chogokin?
Chogokin è il nome storico della famiglia nata nel 1974.
Bandai continua a utilizzarlo ancora oggi per prodotti molto diversi tra loro quando l’associazione tra metallo e funzioni meccaniche rispecchia la filosofia del marchio. Il catalogo moderno non si limita più ai classici super robot e può comprendere anche personaggi o macchine provenienti dai videogiochi e da altri universi della cultura pop.
Soul of Chogokin, o Chogokin no Tamashii, è invece una linea pensata specificamente per i collezionisti adulti. Lanciata nel 1997, riprende lo spirito dei vecchi giocattoli Chogokin sfruttando al tempo stesso moderne tecniche di scultura, articolazione e ingegneria.
Soul of Chogokin è oggi una delle linee più conosciute di questa famiglia.
Soul of Chogokin: il ritorno dei grandi robot nel 1997
La prima Soul of Chogokin è stata il GX-01 Mazinger Z, lanciato nel 1997.
L’obiettivo era riportare in vita i robot che avevano segnato le prime generazioni di collezionisti, proponendo al tempo stesso una realizzazione molto più elaborata rispetto ai giocattoli degli anni Settanta.
Nel corso degli anni, Soul of Chogokin ha accolto numerosi robot dell’animazione giapponese: Mazinger Z, Great Mazinger, Goldrake, Getter Robo, Gaiking, Combattler V, Voltes V, Godmars e molti altri.
Ogni personaggio presenta vincoli specifici. Bandai deve talvolta sviluppare un’architettura completamente diversa per riprodurre la combinazione di più veicoli, una trasformazione o una funzione particolare.
L’assenza di una costruzione standardizzata spiega in gran parte le notevoli differenze di dimensioni, complessità e prezzo tra le varie Soul of Chogokin.
Che cosa significa “GX” sulle Soul of Chogokin?
Le principali referenze Soul of Chogokin utilizzano una nomenclatura che inizia con le lettere GX, seguite da un numero.
Il primo modello è quindi il GX-01 Mazinger Z e la numerazione è proseguita con lo sviluppo della collezione.
Alla referenza possono essere aggiunte lettere o suffissi per identificare una nuova versione, un set complementare o un’edizione particolare.
Non esiste tuttavia un codice universale applicabile a tutti questi suffissi: il loro significato dipende generalmente dal prodotto specifico.
Che cos’è Soul of Chogokin D.C.?
D.C. significa Dynamic Classics.
Questa declinazione ha permesso a Bandai di reinterpretare diversi personaggi tratti dalle opere di Go Nagai e Dynamic Planning, ponendo maggiore attenzione alle proporzioni e all’aspetto dell’animazione classica.
Tra i personaggi proposti con questo approccio figurano Mazinger Z, Great Mazinger, Getter 1 e Goldrake.
I modelli D.C. non sono quindi semplici varianti di colore. Utilizzano sculture e proporzioni specificamente studiate per offrire una diversa interpretazione del robot, generalmente più vicina al suo aspetto sullo schermo.
Che cos’è Kakumei Shinka?
Kakumei Shinka può essere tradotto richiamando i concetti di “rivoluzione” ed “evoluzione”.
Bandai utilizza questa denominazione per alcune nuove generazioni di Soul of Chogokin caratterizzate da una progettazione completamente rivista, pensata per migliorare contemporaneamente l’articolazione e le funzioni meccaniche.
Il Mazinger Z GX-105 ne è un esempio rappresentativo: la sua struttura è stata sviluppata per consentire pose più naturali mantenendo al tempo stesso funzioni caratteristiche come i Rocket Punch.
Una versione Kakumei Shinka va quindi considerata come una nuova generazione tecnica del personaggio, e non come una semplice riedizione di un modello precedente.
Che cos’è DX Chogokin?
DX Chogokin porta ancora più avanti la dimensione meccanica della famiglia Chogokin.
Questi modelli presentano spesso dimensioni maggiori per rendere possibili trasformazioni, combinazioni o meccanismi particolarmente complessi. Alcune referenze integrano inoltre funzioni luminose o sonore.
Macross è oggi una delle licenze più strettamente associate a DX Chogokin. Le Valkyrie riproducono infatti le diverse configurazioni Fighter, GERWALK e Battroid, utilizzando al tempo stesso parti metalliche nella struttura e nelle articolazioni.
Nel corso delle varie generazioni, Bandai ha regolarmente riprogettato i loro meccanismi per migliorare proporzioni, mobilità e fedeltà delle trasformazioni.
Esiste inoltre DX Soul of Chogokin, una linea distinta che applica questa filosofia di grandi dimensioni ad alcuni robot emblematici di Soul of Chogokin. Questi modelli possono integrare strutture interne, illuminazione, effetti sonori, dialoghi o musiche.
DX Chogokin e DX Soul of Chogokin non devono quindi essere considerate un’unica linea.
Perché le vecchie Chogokin Popy vengono rieditate?
Il cinquantesimo anniversario di Chogokin ha dato vita anche a un approccio molto diverso: riprodurre deliberatamente alcuni giocattoli storici.
Bandai ha infatti ricreato alcuni prodotti Popy degli anni Settanta conservandone silhouette, proporzioni e meccanismi originali.
Il moderno Chogokin Deluxe Goldrake & UFO Spazer riprende direttamente il concetto del giocattolo storico, compresa la sua estetica volutamente rétro. L’obiettivo non è proporre una nuova interpretazione realistica di Goldrake, ma permettere al collezionista di ritrovare l’esperienza del giocattolo dell’epoca sotto forma di un prodotto nuovo.
Questi prodotti rientrano in una filosofia Resurrection Series, che riguarda anche altre grandi famiglie storiche del giocattolo giapponese.
Quali licenze sono presenti nelle linee Chogokin?
I classici robot giapponesi occupano naturalmente un ruolo centrale.
Mazinger Z, Great Mazinger, Goldrake, Getter Robo, Gaiking, Combattler V, Voltes V, Dairugger XV e Godmars sono tra le numerose serie rappresentate nel corso della storia di Soul of Chogokin.
Anche i robot di Super Sentai sono entrati a far parte della collezione, mentre Macross costituisce uno dei pilastri di DX Chogokin.
Il marchio CHOGOKIN si è però progressivamente aperto a universi molto più diversi. Macchine e personaggi provenienti dai videogiochi o dalla cultura pop possono oggi entrare nella linea quando il loro design si presta all’utilizzo del metallo e a particolari funzioni meccaniche.
Chogokin non è quindi più soltanto sinonimo di “robot giapponesi degli anni Settanta”.
Metal Build fa parte di Chogokin?
Metal Build appartiene alla stessa genealogia tecnica, ma costituisce oggi una linea indipendente.
Bandai presenta Chogokin come l’origine di una famiglia di collezioni che utilizzano il metallo nella propria costruzione e di cui fanno parte anche Metal Build, Gundam Fix Figuration Metal Composite e Metal Structure Kaitai-Shou-Ki.
Metal Build riprende il concetto di una struttura che integra parti metalliche, ma lo abbina a un approccio artistico e tecnico differente, in particolare nella reinterpretazione del design dei mecha.
Chogokin e Metal Build devono quindi essere considerate due linee distinte, anche se condividono parte della loro eredità tecnica.